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Carcharodon carcharias
(Linnaeus, 1758)
(Squalus carcharias Linnaeus, 1758, Carcharias
lamia Rafinesque, 1810, Carcharodon rondeletii Mueller &
Henle, 1841)
Portugal:
Tubarao-come-homens
Spain: Jaquetòn, Jaquetòn blanco
France: Carcharodon, Grand
requin blanc, Mangeur d'hommes
Monaco: Pisciu can gianco
Italy:
Squalo bianco, Pescecane; Liguria: Pescio can;
Toscana:
Pesce hane; Lazio:
Canesca; Napoli:
Mangia alice, Damiano; Sicilia:
Lamia, Pisci mastinu; Messina: Pisci
bistinu, Pisci cani; Catania: Tunnu
palamitu di funnu; Sardegna: Canusu,
Pisci cani; Venezia: Cagnia
Malta: Kelb abjad
Austria: Menschenhai, Grosser
Walhai
Croatia: Pas ljudozder,
Psina ljudozdera, Judozder
Greece: Skylòpsaro sbrillios
Turkey: Karkarias
Egypt: Wahsh
Tunisia: Kalb bahr
Morocco: Lkars
English: Great white shark, White shark
Very large, squatter but
extremely powerful body. Five large branchial apertures. Wide, conical,
pointed head, with large eyes. Large, very arched mouth. Very large and
compressed teeth with a single triangular cusp in the upper jaw, pointed
and narrow in the lower jaw.
Two arched and pointed dorsal fins, the anterior one high and erect, the
posterior very small, similar to the pelvic and the anal ones. Very long
and arched pectoral fins with pointed extremities. Large, nearly symmetric
caudal fin, with small terminal lobe.
Light grey back, white abdomen. Often more than 750cm long (and up to 1000
or maybe 1200cm), but usually between 450 and 650cm (2500kg)
Ovoviviparous Species, the female give birth to 2-9 newborns.
Strong and very active swimmer, the Carcharodon carcharias is
probably able to regulate its internal temperature: the particular
efficience of its muscular apparatus allows extraordinary accelerations
and jumps despite its enormous mass. This Species is typical of the
continental shelf and epipelagic seas, from the surface down to at least
-1200m. It is an aggressive and extremely efficient predator, and feeds on
a large variety of preys: fishes (including very large ones, like Cetorhinus
maximus), tortoises, marine birds, marine and terrestrial mammals
(...including man) and also cephalopods, gastropods, crustaceans and a
variety of rubbish and of indigestible objects.
Not rare in Mediterranean, this Species is probably the most dangerous for
humans, because of its coastal habits; anyway, the attacks are quite rare.
Corpo
molto grande, fusiforme e massiccio. Cinque larghe fenditure branchiali,
che si prolungano fino alla superficie dorsale del capo, e site tutte
cefalicamente all'inserzione delle pinne pettorali. Muso largo, conico e
appuntito. Occhi grandi. Bocca infera, larga ed arcuata, denti molto
grandi, compressi e seghettati, a cuspide unica larga e triangolare
nell'arcata mascellare, alta e stretta nella mandibolare. Due pinne
dorsali, l'anteriore grande, alta ed appuntita, la posteriore minuscola.
Pinne pettorali molto lunghe, strette ed appuntite. Pinne pelviche più
piccole della dorsale anteriore, anale minuscola. Grandi e robuste carene
a lato del peduncolo caudale. Pinna caudale lunata, lobo superiore con
profilo posteriore indentato, lobo inferiore forte e lungo quasi come il
superiore. Colore grigio chiaro, ventre bianco. Lunghezza oltre 800cm (e
forse 1000 o 1200cm?) ma di solito tra 450 e 600cm circa con un peso di
oltre 2500Kg, alla nascita probabilmente tra 120 e 130cm, alla maturità
tra 240 e 550cm circa.
Vive tra la superficie ed il fondo fino ad una profondità di almeno 1280m
sullo zoccolo continentale ed in mari epicontinentali, ma lo si può
talvolta incontrare anche in alto mare. Potente nuotatore, è
probabilmente in grado di regolare la propria temperatura, aumentando
l'efficienza del metabolismo. Si muove isolato od in piccoli gruppi, di
solito incrociando lentamente alla ricerca di cibo; ma è capace di
accelerazioni spettacolari, nonostante l'enorme massa del suo corpo. C.carcharias
è un predatore straordinariamente efficiente: la combinazione di una
taglia particolarmente grande con mascelle eccezionalmente potenti e con
una locomozione efficiente gli consentono un'amplissima scelta di prede.
Si ciba di una grande varietà di Pesci ossei e cartilaginei, tra cui
addirittura Cetorhinus maximus,
e poi di Tartarughe, Uccelli marini e tutta una serie di Mammiferi marini
ed, all'occasione, terricoli, uomo compreso. E ancora, di Cefalopodi,
Gastropodi, Crostacei, giungendo ad inghiottire perfino rifiuti ed i più
disparati oggetti indigeribili. La specie è presumibilmente ovovivipara,
ed una segnalazione di una femmina gravida parla di 9 piccoli in utero.
E' estremamente pericoloso per l'uomo, perchè è forse l'unico squalo in
grado di uccidere una persona con un unico morso, ed uno dei pochi
abbastanza grossi da poter considerare l'uomo semplicemente come una
preda. Talvolta, esemplari di C.carcharias
attaccano tavole da surf, e sono
riportati casi in cui piccole imbarcazioni sono state attaccate,
apparentemente nel tentativo di affondarle per raggiungerne gli occupanti.
Bisogna tuttavia sottolineare che l'incontro di un uomo con C.carcharias
non si risolve inevitabilmente in un attacco. Nè tutti gli attacchi sono
mortali, e neanche frequenti, ancorchè molto pubblicizzati: la grande
notorietà della specie, o almeno del suo nome, fa sì che allo “squalo
bianco” vengano attribuiti attacchi di squali appartenenti a specie
anche molto differenti nell’aspetto. Purtroppo, cattiva letteratura,
giornalismo sensazionalistico e cinema spettacolare contribuiscono a
peggiorare la fama di un predatore già di per sè vorace.
Non comune in Mediterraneo, viene catturato sporadicamente con palamiti,
reti a strascico, da posta o pelagiche, ed anche in tonnare. Le carni,
assai pregiate e costose, sono usate per l'alimantazione umana, e dal
fegato si estrae l'olio per ricavarne vitamine; si utilizza lo zigrino, e
le potenti mascelle ed anche i singoli denti vengono venduti ad alto
prezzo come sinistri souvenirs,
o lavorati e montati come pendenti.
.

Isurus oxyrinchus
Rafinesque, 1809
(Cane di Mare di Messina Spallanzani, 1793, Isurus spallanzanii Rafinesque, 1810,
Oxyrrhina glauca Bonaparte, 1839, Lamna oxyrrhina Owen,
1840, Oxyrhina gomphodon Mueller & Henle, 1841, Oxyrhina spallanzanii Bonaparte,
1841, Carcharias tigris Atwood, 1865, Lamna spallanzanii Gunther,
1870,)
Portugal:
Anequim
Spain: Marrajo dientuso, Marrajo
France: Mako, Lamie à nez pointu,
Oxyrhine, Taupe bleu
Monaco: Mako
Italy: Ossirina, Squalo tonno, Mako; Liguria:
Muantu, Miantu;
Lazio:
Canesca; Sicilia:
Pisci tunnu, Tunnu palamitu; Messina: Caniscu,
Cani de mari; Marche: Cranicia; Venezia:
Cagnia; Venezia Giulia: Cagnizzo
Malta: Pixxitondu
Austria:
Spitzschnauziger Heringshai
Croatia: Kucak, Kucina, Psina
clavlozuba,
Psina dugonoska, Psina dugonosica, Psina ostronoska
Greece: Carcharaias
Turkey: Dikburun
Israel: Amlez
Egypt: Deeba
Morocco: Lkars
English: Shortfin mako,
Mackerel shark
Large, slender but powerful
body. Five large branchial apertures. Long and narrow, conical, pointed
head, with large eyes. Large, very arched mouth. Large, pointed and narrow
teeth.
Two arched and pointed dorsal fins, the anterior one high and narrow, the
posterior very small, similar to the pelvic and the anal ones. Long and
arched pectoral fins with pointed extremities. Moderately large, nearly
symmetric caudal fin, with small terminal lobe.
Very dark grey to bluish black back, whitish abdomen. Up to 400cm (more
than 300kg).
Ovoviviparous Species, the female give birth to 4-16 newborns.
Strong and very fast swimmer, the Isurus oxyrinchus is probably
able to regulate its internal temperature: the particular efficience of
its muscular apparatus allows extraordinary accelerations and jumps. This
Species is typical of pelagic environments, from the surface down to
-200m. It is an aggressive and extremely efficient predator, and feeds on
a large variety of preys: fishes, tortoises, marine mammals and also
cephalopods and occasionally even rubbish.
Not rare in Mediterranean, this Species is potentially very dangerous for
humans, but the attacks are quite rare, because of the pelagic habits of Isurus
oxyrinchus.
Corpo
fusiforme, moderatamente allungato nella femmina, più affusolato nel
maschio. Cinque grandi fenditureture branchiali, site cefalicamente
all'inserzione delle pinne pettorali. Muso lungo e sottile, conico,
appuntito. Occhi grandi. Bocca infera, grande, profondamente arcuata;
denti grandi, a cuspide unica, alta e sottile, con apice incurvato
all'indietro. Tipicamente, i denti protrudono dalla bocca. Due pinne
dorsali, l'anteriore alta e stretta, la posteriore minuscola. Pinne
pettorali lunghe e falcate, pelviche ed anale molto piccole. Carene forti
e prominenti a lato del peduncolo caudale. Pinna caudale non grande,
lunata, lobo inferiore appena più piccolo del superiore. Colore grigio
scuro o nero bluastro, superficie ventrale bianca. Lunghezza fino a 394cm
ed oltre 300Kg di peso, alla nascita tra 60 e 70cm, alla maturità oltre
280cm le femmine, tra 195 e 284cm i maschi.
Tipicamente pelagico, vive a profondità variabili tra la superficie ed
almeno 152m. Estremamente attivo e velocissimo nuotatore, è probabilmente
in grado di regolare la propria temperatura; lo si vede frequentemente
compiere salti fuori dall'acqua per un'altezza che eccede di parecchie
volte la sua lunghezza, ed è capace di spettacolari accelerazioni quando
sta cacciando. Si ciba di una grandissima varietà di Pesci ossei e
cartilaginei, di Mammiferi marini, di Tartarughe, ed inoltre di
Cefalopodi, di Salpe e perfino, occasionalmente, di detrito. Gli esemplari
oltre i 300cm di lunghezza hanno i denti dell'arcata mascellare
tendenzialmente compressi e triangolari, fatto che probabilmente si rivela
utile per smembrare le prede di maggior taglia. La specie è ovovivipara,
con cannibalismo endouterino; la femmina partorisce da 4 a 16 piccoli.
Gli attacchi a persone da parte di I.oxyrinchus
non sono frequenti, anche perchè la specie è decisamente pelagica, e
quindi ha poche probabilità di avere contatti con l'uomo; la ricerca del
cibo è probabilmente alla base di episodi di attacco a pescatori e
cacciatori subacquei che portavano presso di sè le prede sanguinanti.
Inoltre reagisce in maniera molto violenta se catturato all'amo o
arpionato, e quindi i cacciatori subacquei non dovrebbero mai attaccarlo,
di qualunque arma dispongano. Bisogna ricordare che esistono segnalazioni
di attacchi a barche e tavole da surf,
ed eccezionalmente è accaduto che un esemplare, in seguito ad un salto,
sia ricaduto a bordo di un'imbarcazione. Ma attribuire ad un simile gesto
il significato di un attacco alle persone imbarcate è pura fantascienza.
Non raro in Mediterraneo, tanto che in alcuni Paesi è oggetto di pesca
commerciale con palamiti e reti derivanti. Le carni sono assai pregiate e
costose, e si usano per l'alimentazione umana. Se ne ricavano inoltre
l'olio di fegato, da cui si estraggono vitamine, lo zigrino ed anche le
mascelle e i denti, a scopo ornamentale.
.

Lamna nasus
(Bonnaterre, 1788)
(Squalus nasus Bonnaterre, 1788, Squalus cornubicus Gmelin, 1789, Lamna
cornubica Gmelin, 1817, Isurus nasus Garman, 1913)
Portugal:
Annequim, Arrequim, Sardo, Marracho, Marrajo de Cornualles, Cao, Peixe cao,
Tubarao
Spain: Cailòn, Ludia, Taulò,
Marrajo,
Marrajo sardinero, Marraco, Marraquet, Marraix, Calderòn, Tiburòn
France: Taupe, Taupe commun, Taupe de
mer, Lamie, Nez, Squale nez, Requin long-nez,
Loutre de mer, Pichoun lamix, Redouno, Touille boeuf, Melantoun
Monaco: Làmia
Italy:
Smeriglio, Cagnizza, Squalo nasuto, Tonno da palamite, Squalo tonno,
Squalo tondo; Liguria:
Muanto, Mianto, Meanto, Melantoun; Toscana: Smeriglio; Lazio: Sbriglio, Smeriglio; Campania:
Smeriglio, Sbriglio, Pesce pavone; Napoli:
Soriglio; Calabria:
Tunnu palamitu; Sicilia: Pisci
tunnu, Tunnu palamitu, Pesce tundu, Cani di mari, Mastinu feru; Sardegna: Mastinu
feru, Sbrilliu, Sbrillu; Puglia:
Ozzerinu, Smiriglio; Abruzzo: Sbriglio,
Suriglio, Smeriglio; Marche: Cranicia, Smeriglio; Venezia:
Cagnia, Smeriglio; Venezia Giulia: Cagnizza
Malta:
Pixxi plamtu
Austria: Heringshai, Menschen
Hai
Croatia: Kucina, Haringusa, Psina
haringusa, Pas haringas, Kucina atlantska, Psina atlantska, Pas atlantski
Albania:
Tonili
Greece: Skilòpsaro làmia,
Carcharias
Turkey: Dikburun karkarias
Algeria: Long-nez, Mussola
Morocco: Lkars
English: Porbeagle, Beaumaris shark
Large, very squatter, powerful
body. Five large branchial apertures. Conical, pointed head, with large
eyes. Large, arched mouth. Large teeth, with a central high and narrow
cusp, and two small lateral ones.
Two arched dorsal fins, the anterior one high and with rounded extremity,
the posterior very small, similar to the pelvic and the anal ones. Long
and arched pectoral fins with rounded extremities. Moderately large,
nearly symmetric caudal fin, with small terminal lobe.
Grey back, whitish abdomen. Often more than 370cm (and up to 600cm?).
Ovoviviparous Species, the female give birth to 1-5 newborns after a
pregnancy of 8 months.
Strong and fast swimmer, the Lamna nasus is probably able to
regulate its internal temperature. This Species is typical of the
continental shelf, but can be observed in pelagic environments. It seems
to prefer cold waters, under 18°C. It is an efficient predator, feeding
on small fishes and cephalopods.
Nearly common in Mediterranean, important for industrial fishery. Not
dangerous for humans.
Corpo
fusiforme, molto tozzo e potentissimo. Cinque grandi fenditure branchiali, site
cefalicamente all'inserzione delle pinne pettorali. Muso conico,
appuntito. Occhi grandi. Bocca infera, a profilo parabolico. Denti grandi,
con cuspide centrale alta, sottile e tendenzialmente diritta, ed almeno
una coppia di cuspidi marginali piccole ma ben sviluppate. Nell'arcata
mascellare, alcuni piccoli denti intermedi separano i denti anteriori dai
laterali. Due pinne dorsali, l'anteriore alta e ad apice arrotondato, la
posteriore minuscola. Pinne pettorali falcate, ad apice arrotondato.
Lunghe e robuste carene a lato del peduncolo caudale, e piccole carene
secondarie ventralmente ad esse. Pinna caudale lunata, lobo superiore con
incisura subterminale e piccolo lobo terminale, lobo inferiore ben
sviluppato. Colore grigio, superficie ventrale bianca. Lunghezza oltre
370cm (e fino a circa 600cm?) ma generalmente molto inferiore, alla
nascita tra 60 e 75cm, alla maturità tra 152 e 219cm le femmine, tra 219
e 262cm i maschi.
Abitatore delle acque dello zoccolo continentale, e soprattutto frequente
in prossimità di zone ricche di pesce, non è tuttavia insolito trovarlo
anche molto lontano dalla costa. Sembra preferire acque fredde, al disotto
dei 18°C. Può essere osservato nuotare solo o in branco, a profondità
variabili tra la superficie e almeno 366m. Molto attivo, come altri
Lamnidi è probabilmente in grado di termoregolare; veloce nuotatore
quando insegue le prede, oppone però poca resistenza quando viene
catturato. Si ciba di una grande varietà di piccoli Pesci e di
Cefalopodi. E' specie ovovivipara, di cui è stato descritto il
cannibalismo endouterino; la femmina partorisce da 1 a 5 piccoli dopo una
gestazione di circa 8 mesi.
Non sono riportati attacchi certi a persone o imbarcazioni.
Piuttosto
comune in Mediterraneo, in taluni Paesi è oggetto di pesca commerciale,
tanto che le popolazioni incominciano a risentire dell'eccessivo prelievo.
Viene pescato con palamiti, ma anche con reti derivanti ed a strascico. Le carnisono
assai pregiate e costose (tanto che viene chiamato Squalo tonno, o
anche Tonno da palamite), e se ne ricava l'olio di
fegato.
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