.Marine Biology, Archaeology, History and Diving

           ...more than 1000 pages dedicated to the Mediterranean Sea

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Cetorhinidae

   
Cetorhinus maximus
(Gunnerus, 1765)    
(Squalus maximus Gunnerus, 1765, Squalus gunnerianus Blainville, 1810, Squalus pelegrinus Blainville, 1810, Squalus homianus Blainville, 1810, Selache maxima Cuvier, 1817, Cetorhinus rostratus Macrì, 1819, Squalus isodus Macrì, 1819, Squalus elephas Lesueur, 1822, Squalus cetaceous Gray, 1854, Polyprosopus rashleighanus Couch, 1862, Polyprosopus macer Couch, 1867, Halsydrus maximus Fowler, 1941)

Portugal: Frade, Peixe frade, Carago, Peixe carago, Tubarao
Spain: Peregrino, Marrajo ballenato, Marrajo gigante
France
: Pèlerin, Squale pèlerin, Le très grand, Squale geant, Poisson à voiles, Elephant de mer, Squale à fanons
Monaco
: Pisciu can elefante
Italy
: Cetorino, Pellegrino, Squalo gigante, Selache gigante, Squalo massimo, Squalo rostrato (juv.), Pesce elefante (juv.); Liguria: Pescio elefante; Toscana: Pesce elefante; Campania: Pesce pappagallo; Sardegna: Canisca; Sicilia: Imbestinu, Caniscu; Messina: Pisci seccu; Palermo: Mmistinu; Abruzzo: Pesci elefante, Pesce lefante; Veneto: Cagnea, Coecchia, Cao da oglio; Venezia, Trieste: Cagnia
Malta
: Pixi tunnu, Gabdoll
Austria
: Riesenhai, Mandelhai
Croatia
: Psina golema
Greece
: Selàki, Skilòpsaro
Turkey: Buyuk camgoz
Algeria
: Pèlerin
English
: Basking shark, Sun fish, Bone shark, Common sail fish, Hoe mother, Leviatan ful, Wonder ful

Enormous, elongated, squatter body. Five very large branchial apertures, virtually surrounding the head. The adults have a long, pointed head, while the juveniles show a globous, protruding "nose"; small eyes. Large, arched, very dilatable mouth. Small teeth.
Two subtriangular dorsal fins, the anterior one erect and much larger than the posterior. Long and large pectoral fins. Large, nearly symmetric caudal fin, with small terminal lobe.
Blackish brown, with whitish abdomen. Often more than 950cm long (6500kg) and up to 1520cm (8000kg).
Viviparous Species; after a 36-42 months pregnancy, the female give birth to a few newborns, usually in Atlantic Ocean during winter: The particular frequency of juveniles along the Southern Spanish coasts during spring, suggests an annual migration between Mediterranean and Atlantic.
The Cetorhinus maximus is a very strong and fast swimmer, well able to jump off the surface, but usually swims slowly, the dorsal fins out of the surface, feeding on superficial plancton: an adult can filter more than 2000 cubic meters of water in a single hour! 
Unfrequent in Western Mediterranean, this beautiful Species is absolutely inoffensive for humans, and usually very confident with swimmers and scuba divers. 
After the death, the fragile branches and the lower jaw break off easily, and the enormous grounded carcasses of the lazy Cetorhinus maximus have a curious snake-like (or Nessie-like) appearance, feeding the legend of strange and terrible marine monsters...

Corpo enorme, fusiforme, moderatamente allungato. Cinque fenditure branchiali assai estese, che giungono quasi a congiungersi con le controlaterali, circondando virtualmente il capo. Apparato branchiale dotato di fitte branchiospine. Muso allungato, appuntito nell'adulto; compresso e globoso, con estremità sporgente e piegata verso il basso nel giovane. Occhi piccoli. Bocca infera nel giovane, subterminale nell'adulto, arcuata, assai grande e dilatabile. Denti molto piccoli, uncinati. Due pinne dorsali, l'anteriore grande ed eretta, la posteriore più piccola. Pinne pettorali lunghe e larghe. Pinne pelviche più piccole della dorsale anteriore, ma più grandi della posteriore. Lunghe e sporgenti carene ai lati del peduncolo caudale. Pinna caudale lunata, lobo superiore con profonda incisura subterminale e piccolo lobo terminale, lobo inferiore lungo quasi come il superiore. Colore bruno nerastro sul dorso, biancastro sul ventre. Lunghezza fino a 1520cm ed oltre 8000Kg di peso, ma di solito intorno a 980cm e 6500Kg, alla maturità tra 810 e 980cm le femmine, tra 400 e 500cm circa i maschi. Non ci sono segnalazioni certe per la lunghezza alla nascita, ma il più piccolo esemplare conosciuto misurava 165cm.
E' di gran lunga il Pesce più grande che si possa trovare in Mediterraneo. Si può osservarlo in mare aperto, ma anche in acque costiere e vicino alla riva, isolato od in piccoli gruppi nei quali gli individui procedono in fila indiana. Potente nuotatore, può filare fino a 20 nodi, e addirittura saltare fuori dall'acqua. Di solito però si sposta con movimenti lenti, talvolta a ventre in alto, tenendo aperta l'enorme bocca per filtrare con le branchiospine il plancton che costituisce il suo unico cibo. Un esemplare adulto è in grado, procedendo ad una velocità di due nodi, di filtrare 2000metri cubi di acqua in un'ora. Il fatto che nuoti vicino alla superficie "prendendo il sole" (da cui il suo nome in Inglese) è stato messo in relazione con i livelli di concentrazione del plancton, alla disponibilità del quale sarebbero legate anche le abitudini migratorie della specie. Durante la stagione invernale, C.maximus perde le branchiospine, rimanendo impossibilitato a nutrirsi di plancton: si è ipotizzato che passi l'inverno in letargo sul fondo in acque profonde, o che si nutra di organimi bentonici, o ancora che l'enorme fegato, pesante fino a 1100Kg, abbia funzione di riserva in attesa che le branchiospine si riformino, cinque mesi dopo averle perdute. Probabilmente il fegato, che ha un contenuto d'olio del 60% circa, gli serve anche come riserva di galleggiamento per rendere neutro l'assetto in acqua e non affondare nonostante la lentezza dei movimenti. La specie è vivipara, con gestazione assai lunga, forse fino a 36-42 mesi, ed è probabile che le nascite avvengano in Atlantico, e che i giovani migrino verso il Mediterraneo: ciò giustificherebbe la loro particolare abbondanza durante la primavera lungo le coste della Spagna.
C.maximus è assolutamente inoffensivo per l'uomo, tanto che i subacquei possono nuotargli accanto senza suscitare reazioni da parte sua, neanche di curiosità. Dopo la morte, l'apparato branchiale e le mascelle tendono a staccarsi, e le enormi carcasse spiaggiate del pigro Pellegrino assumono un bizzarro aspetto serpentiforme, alimentando leggende di terribili mostri marini.
Non raro nel Mediterraneo centroccidentale, rimane talvolta impigliato in reti derivanti o in strascichi, ed eccezionalmente anche in tremagli. Un tempo veniva arpionato. Se ne utilizzano le carni per l'alimentazione umana o per mangimi animali, l'olio di fegato per estrarne lo squalene e le vitamine o per utilizzarlo nella concia del cuoio, e lo zigrino.
 
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