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Odontaspidae

Eugomphodus taurus (Rafinesque,
1810)
(Carcharias taurus Rafinesque, 1810, Odontaspis
taurus Mueller & Henle, 1841, Triglochis taurus Canestrini,
1872)
Portugal:
Tubarao de areia
Spain:
Toro bacota, Pez toro
France:
Requin taureau, Requin
sable
Monaco:
Pisciu can torru
Italy:
Squalo toro, Pesce
cane; Messina:
Pisci tauru
Malta: Tawru
Austria:
Grauer Schlangenzahnhai, Shnauzenhai
Croatia:
Morski pas, Psina zmijozuba sivka, Psina zmijozuba trosiljk
Greece:
Skylòpsaro
Morocco: Lkars
English:
Sandtiger shark,
Sand shark
Large, slightly depressed, slender
but powerful body. Five large branchial apertures. Short, conical,
pointed, triangular head, with small eyes. Large, very arched mouth. Large,
pointed teeth with a high central cusp and two small lateral ones.
Two large, subtriangular dorsal fins, similar to the pelvic and the anal
ones. Large pectoral fins with rounded extremities. Large, long,
asymmetric caudal fin, with small terminal lobe.
Light brown, often with brownish red scattered spots. Often more than
320cm long (and up to 400cm).
Ovoviviparous Species, the female give birth to 2-4 newborns, usually
during winter.
Strong and very active but slow swimmer, the Eugomphodus taurus
colonizes the coastal environments, from the surface down to -200m, often
in large schools. It is an aggressive predator, and feeds mostly on fishes,
but also on crustaceans and cephalopods.
Not rare in Western Mediterranean, this Species is potentially dangerous
for humans (but the attacks are quite rare).
Corpo
grande, moderatamente depresso ed allungato. Cinque fenditure branchiali,
alquanto grandi, che si prolungano fino alla superficie ventrale del capo.
Muso corto, conico, depresso, ad estremità arrotondata. Occhi piccoli.
Bocca infera, grande, fortemente arcuata. Denti grandi, con alta cuspide
centrale affiancata da una coppia di piccole cuspidi laterali. Nell'arcata
mascellare, i denti centrali sono separati dai laterali da alcuni piccoli
denti intermedi. Due pinne dorsali, arrotondate ed a base larga, di
dimensioni simili alle pelviche ed all'anale. Pinne pettorali larghe a
profilo anteriore convesso ed estremità arrotondata. Pinna caudale
fortemente asimmetrica, lobo superiore con profonda incisura subterminale
e piccolo lobo terminale, lobo inferiore corto e robusto. Colore bruno
chiaro, spesso con larghe macchie scure rossicce. Lunghezza oltre 318cm (e
fino a circa 400cm) alla nascita tra 95 e 105cm, alla maturità tra 220 e
300cm circa le femmine, tra 220 e 250cm circa i maschi.
Di
ambiente costiero, lo si può osservare in prossimità della battigia fino
a profondità di almeno 191m, spesso vicino al fondo, isolato od in
branchi anche numerosi. Nuotatore forte ma lento nei movimenti, è più
attivo durante le ore di oscurità. E' più denso dell'acqua, ma ha
l'abitudine di deglutire aria in modo da utilizzare lo stomaco come
riserva di galleggiamento e poter nuotare lentamente senza affondare.
Predatore vorace, si ciba di una grande varietà di Pesci, ed anche di
Cefalopodi e Crostacei. I branchi attuano una tattica di caccia in
collaborazione, circondando e radunando le prede per catturarle. Siccome E.taurus
sopravvive e si riproduce facilmente in cattività, il suo ciclo
riproduttivo è particolarmente ben conosciuto: la specie è ovovivipara,
e nell'utero le uova fertilizzate sono contenute in embrioteche, in numero
variabile tra 16 e 23. Nel corso dello sviluppo, però, uno degli embrioni
prende il sopravvento sugli altri, divorandoli (cannibalismo in utero) così
che di solito un solo embrione per utero giunge alla nascita. Il sacco
vitellino viene riassorbito assai precocemente durante lo sviluppo, quando
l'embrione è lungo circa 17cm, lunghezza alla quale i denti sono ben
sviluppati ed affilati, e l'apparato buccale completamente funzionale; già
ad una lunghezza di 26cm, l'embrione è capace di nuotare in utero. La
nascita avviene durante l'inverno, dopo una gestazione di 8 o 9 mesi.
Ha una pessima reputazione di aggressività nei confronti dell'uomo, anche
se le segnalazioni di attacchi a persone sono piuttosto rare. In realtà,
sembra che nella maggioranza dei casi cerchi di impadronirsi delle prede
di pescatori e subacquei, e che l'uomo venga coinvolto solo
secondariamente. Anzi, a causa del suo nuoto lento, sovente è proprio E.taurus
a cadere facile preda delle potenti armi antisqualo dei cacciatori.
Non
infrequente nel Mediterraneo occidentale, viene pescato con reti a
strascico, reti da posta e palamiti. La sua importanza commerciale varia
da regione a regione, ma le carni vengono generalmente utilizzate per
l'alimentazione umana, e dal fegato si ricava l'olio.
.

Odontaspis ferox (Risso, 1810)
(Squalus ferox Risso, 1810, Carcharias ferox Risso, 1826, Odontaspis
ferox Agassiz, 1836, Triglochis ferox Canestrini,
1872, Odontaspis herbsti Whitley, 1950)
Spain:
Sobrayo, Solraig, Salroig, Surraig
France: Requin féroce,
Verdoun féroce, Odontaspide féroce
Monaco: Pisciu can ferrociu
Italy:
Cagnaccio, Squalo feroce, Pesce cane, Odontaspide, Triglochide feroce,
Carcaria feroce; Liguria: Verdùn,
Zamie; Genova: Cagnassun
de fundu; Sicilia: Pisci cani, Messina:
Smidiru, Crotone: Tunnu
palamitu; Venezia: Cagnia,
Can, Can de denti; Venezia Giulia:
Cagnizza, Pesi cani,
Pesce can
Malta: Silfjun
Austria: Schildzahnhai,
Sandhai, Wilde Hai
Croatia: Morski pas, Psina zmijozuba
ruzicasta, Psina zmijozuba petosiljka, Psina
zmijozuba ruzicna, Psina ruzica, Ili Petosilika, Ili petozupka
Greece: Skilòpsaro
Morocco: Lkars, Solrajo
English: Smalltooth sandtiger, Fierce
shark, Fierce odontaspis
Large and squat but
powerful body. Five large branchial apertures. Short, ogival head, with
large eyes. Large, very arched mouth. Large, pointed teeth with a high
central cusp and two small lateral ones.
Two large, subtriangular dorsal fins, the posterior has the same
dimensions of the pelvic and the anal ones. Wide and short, subtriangular
pectoral fins. Large, long, very asymmetric caudal fin, with small
terminal lobe.
Grey to brownish red, often with reddish scattered spots. Often more than
350cm long, and up to 400cm (300kg).
Ovoviviparous Species (?).
Strong and active but slow swimmer, the Odontaspis ferox colonizes
the deep benthonic environments, from -20 down to -450m. It is an active
predator, and feeds mostly on small fishes and cephalopods.
Not common in Western Mediterranean, this Species is described as
aggressive and dangerous, but its favourite environment is far from the
surface, and despite to its name, no attacks to humans have been reported.
Corpo
grande e massiccio. Cinque grandi aperture branchiali. Muso corto, a
ogiva. Occhi grandi. Bocca infera, grande, profondamente arcuata. Denti
grandi, con alta cuspide centrale e due coppie di piccole cuspidi
laterali. Nell'arcata mascellare, caratteristica presenza di alcuni
piccoli denti intermedi a dividere gli anteriori dai laterali. Due pinne
dorsali, larghe e ad apice arrotondato, la posteriore più piccola
dell'anteriore, e delle stesse dimensioni dell'anale. Pinne pettorali
corte e larghe, subtriangolari. Pinna caudale fortemente asimmetrica, lobo
terminale ben sviluppato, lobo inferiore corto e largo. Colore grigio o
bruno rossiccio, talvolta con larghe macchie scure rossastre. Lunghezza
fino a circa 360-400cm con un peso dialmeno 300Kg, alla nascita oltre
105cm, alla maturità oltre 275cm.
Non molto conosciuto, preferisce le acque profonde dello zoccolo
continentale, e lo si trova tra 13 e 420m di profondità. Si ciba di
piccoli Pesci ossei, Cefalopodi e Crostacei. I suoi denti sono più
piccoli di quelli di E.taurus,
suggerendo una dieta composta di prede più piccole e meno attive di
quella del congenere. Il suo habitat di acque profonde probabilmente gli
preclude la possibilità di deglutire aria per regolare l'assetto di
galleggiamento: questa funzione sembra però essere assicurata dal fegato,
in questa specie particolarmente grande e ricco di olio. Il ciclo
riproduttivo non è conosciuto.
A dispetto del nome minaccioso, non sono segnalati attacchi a persone da
parte di O.ferox, anche perchè
il suo habitat non lo porta a contatto con l'uomo. Alcuni Autori tuttavia
lo descrivono come aggressivo e potenzialmente pericoloso.
Non comune nel Mediterraneo occidentale, viene pescato sporadicamente con
palamiti, reti a strascico e reti da posta. Le carni vengono usate per
l'alimentazione umana, ma non sono considerate pregiate. Dal fegato si
estrae un'olio con un apprezzabile contenuto di squalene.
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